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Cari colleghi ho partecipato al Congresso della Società Europea di Cardiologia a Parigi (ESC2011) organizzato in modo impeccabile dal'attual epresidente Michel Komajda, che nella cerimonia inaugurale ha messo in evidenza i notevoli successi riportati nel 2011 dalla più importante assise cardiologica di specialisti a livello mondiale.
Alla presenza di circa 35.000 cardiologi provenienti da tutto il mondo, sono state presentate nuove linee guida, registri su pazienti in terapia anticoagulante, evari focus sulla morte improvvisa, sull'ipertensione arteriosa, sul soggetto cardiopatico in gravidanza, sulla stratificazione del rischio cardiovascolare e sugli outcome dei diversi farmaci antitrombotici. È particolare la mia soddisfazione per il coinvolgimento attivo di numerosi soci SICOA nelle tavole rotonde del Congresso stesso.
L'attenzione particolare è stata posta sui nuovi inibitori orali diretti del fattore Xa che si è dimostrato più efficace del Warfarin in range ottimale nella prevenzione dello stroke e della embolizzazione sistemica in pazienti con Fibrillazione Atriale. Particolarmente interessante è stata l'analisi sulla safety, in particolare per quanto riguarda la riduzione dell'incidenza dei sanguinamenti. Dobbiamo sperare che nel prossimo futuro, anche in Italia, questi nuovi anti coagulanti possano essere di aiuto nell'ottimizzare il trattamento e la prevenzione del paziente con fibrillazione atriale.
Altra novità da segnalare sono le nuove linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) e della Società Europea per l'Aterosclerosi (EAS) sulle dislipidemie, finalmente frutto di uno sforzo congiunto tra cardiologi e lipidologi. I capitoli trattati sono quello della valutazione del rischio cardiovascolare globale, la valutazione dei parametri lipidici con il calcolo del rischio nei giovani e negli anziani, i target terapeutici, il trattamento farmacologico e l'atteggiamento da tenere in alcune popolazioni speciali.
Tutto questo può essere consultato sul sito ESC (www.escardio.org).
In alcuni studi è stata valutata la mortalità intraospedaliera nei soggetti con PCI (come dimostrato nel registro Grace, lo studio Crusade, lo studio EarlyACS, lo studio Tritontimi 38 e lo studio Plato) in cui si è dimostrato che una stratificazione del rischio alla prima osservazione in rapporto allo stato clinico del paziente è essenziale al fine di identificare quei pazienti in cui la terapia precoce ed a volte aggressiva può ridurre il rischio sia immediato che a lungo termine di morte cardiovascolare.
Notevole interesse ha suscitato anche la nuova metodica per il trattamento dell'ipertensione arteriosa refrattaria alla terapia, mediante denervazione renale percutanea con radiofrequenza. Alla luce dei dati dei Symplicity HTN 1-2 la procedura di denervazione renale sembra quindi essere una nuova metodica, semplice e sicura che potrebbe avere un ruolo essenziale per il trattamento dell'ipertensione arteriosa resistente in pazienti selezionati. Un incontro cardiologico che mette a confronto tante scuole di cardiologia con un incessante ritmo di dati e di informazioni provenienti dalle importanti sessioni, che hanno fatto sì che questo Congresso sia di alto profilo scientifico, dove ognuno di noi può trovare risposte e confronti alle tematiche attuate nelle pratiche quotidiane.
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